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Affitti Brevi Cedolare Secca

SOMMARIO

Cedolare Secca sugli Affitti Brevi: Una Panoramica

Quando si parla di “affitti brevi cedolare secca“, si entra in un territorio che, per molti proprietari di immobili, è carico di opportunità ma anche di complessità. Partiamo dal DL 50/2017, che ha confermato definitivamente questa opzione fiscale. Inizialmente, l’aliquota per la cedolare secca era fissata al 21%, ma con la Legge di Bilancio 2023, ci sono state alcune modifiche significative.

Le Novità della Legge di Bilancio 2023

Con l’arrivo del 2023, le regole del gioco sono cambiate. La Legge di Bilancio 2023 ha portato l’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi al 26%. Tuttavia, non tutto è perduto per i proprietari che cercano di contenere il carico fiscale. La legge consente infatti di applicare un’aliquota ridotta del 21% su un singolo immobile, scelto dal contribuente, mentre per gli altri immobili locati a breve termine si applica la nuova aliquota del 26%​​.

Ritenuta d’Acconto: Cosa Cambia

Dal 2017, è stata introdotta l’obbligatorietà della ritenuta d’acconto sulle locazioni brevi, una norma che piattaforme come Airbnb e Booking.com, dopo una lunga battaglia legale, hanno dovuto accettare. A partire dal 2024, queste piattaforme inizieranno a trattenere il 21% del canone di locazione breve, semplificando così la vita ai proprietari e al fisco. Alla fine dell’anno, i proprietari riceveranno una certificazione unica, da includere nella dichiarazione dei redditi. Questo documento permette di evitare un doppio pagamento dell’imposta. Inoltre non ci sarà più l’anticipo della cedolare secca per l’anno successivo.

È Obbligatorio Optare per la Cedolare Secca?

Una domanda comune è se la cedolare secca sia un’opzione obbligatoria. La risposta è no. I proprietari hanno la libertà di scegliere, durante la dichiarazione dei redditi, se optare per la cedolare secca o se pagare le tasse sul reddito secondo il proprio scaglione fiscale.

Qual è l’Imponibile della Cedolare Secca?

Per quanto riguarda l’imponibile della cedolare secca, questo corrisponde all’intero importo dell’affitto, comprese le pulizie pagate dall’ospite e le eventuali commissioni trattenute dai portali e addebitate al proprietario. Sono esclusi dall’imponibile le tasse di soggiorno e le commissioni dei portali di prenotazione addebitate all’ospite.

La cedolare secca sugli affitti brevi dunque può essere una scelta vantaggiosa. Va considerato però che richiede attenzione e comprensione delle sue dinamiche. In un mondo fiscale che sembra sempre più complicato, conoscere bene queste regole può fare la differenza tra un investimento immobiliare di successo e uno che porta più grattacapi che altro.

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