6. Leggi e regolamenti locali (Racconto introduttivo)

6. Leggi e regolamenti locali (Racconto introduttivo)

Siamo arrivati a metà del nostro percorso nel mondo delle case e appartamenti per vacanze! Con questa breve panoramica sulla regolamentazione concludiamo la preparazione della nostra proprietà, e nel prossimo capitolo ti accompagnerò fino al momento di aprire la porta al tuo primo ospite.

La storia controversa dell’home sharing
La diffusione delle case vacanze è stata una rivoluzione nel mondo dell’ospitalità e dei viaggi. Se fosse la storia raccontata in un film, tutto inizierebbe con l’inquadratura di un vecchio modem che sibila una melodia digitale, e connette il computer di un proprietario di casa in Italia con quello di un viaggiatore in America. Internet riduce drasticamente le distanze, permettendo a persone lontane migliaia di chilometri di connettersi e discutere in tempo reale di ogni dettaglio organizzativo relativo al viaggio. Così ha cominciato a  dissolversi la struttura di intermediari che tradizionalmente accompagnavano un turista fino al luogo dove avrebbe trascorso le vacanze. 

I viaggi prima di internet
Con un flashback negli anni 90, torniamo ad un viaggio nelle isole greche. Il mastodontico traghetto da Brindisi a Patrasso entra lentamente in un piccolo porticciolo di pescatori scivolando sull’acqua tinta di rosa dalla luce dell’alba. L’aria fresca della notte abbandona rapidamente le colline alberate dell’isola e si scontra con quella calda e oleosa che si sprigiona dal ventre di ferro del traghetto che deposita una lunga coda di auto sul piccolo molo. Siamo arrivati lontano da casa, non sappiamo niente su dove dormiremo. Abbiamo solo una prenotazione scritta in greco su un foglio, accuratamente conservato nella cartellina dell’agenzia di viaggi. Dobbiamo trovare il nostro hotel, ci hanno detto che è in centro. Chiediamo all’unico bar aperto e ci indicano di andare verso il faro. Una enorme scritta uguale a quella sul nostro foglio indica la meta.  
Niente cellulari, niente chat, niente google maps. L’organizzazione e la rete di rapporti tra agenzie e hotel sono l’unico sistema per viaggiare in posti lontani. La grande massa di turisti segue questa strada e non c’è molto spazio per sistemi alternativi. Ora però c’è quel modem stonato che cigola come una vecchia chiave per aprire, potenzialmente, le porte di ogni casa del mondo. Non serve più né l’organizzazione né la rete di rapporti di un hotel per poter entrare in modo competitivo sul mercato. Essere ospiti di una brava nonnina, che tiene la sua casa con la cura affettuosa che le hanno trasmesso generazioni di mamme e nonne prima di lei, è diventata di colpo una soluzione più attraente di una camera d’albergo di livello medio, pulita in fretta da uno staff spesso sottopagato e impersonale negli arredi e nelle decorazioni, costituite da vecchie stampe, moquette ingiallite e minibar. Naturalmente un hotel di alto livello non entra in competizione con nessuna casa vacanze. Un proprietario di case vacanze, infatti, non può riuscire ad offrire la qualità e la quantità dei servizi di un hotel, e anche se ci provasse i costi, per lui, salirebbero a dismisura, rendendo la lotta impari. Il cliente che va in una casa vacanze di lusso vuole stare da solo in una casa di lusso. Il cliente che va in un Hotel di lusso vuole stare nel lusso ed avere staff e servizi a portata di mano. Non si tratta dello stesso tipo di vacanza, quindi, a mio avviso, l’offerta di hotel di qualità e case vacanze di alto livello non sono in concorrenza tra loro.
Come ho anticipato prima invece, tutto cambia quando il prezzo scende e si trasforma in uno degli elementi più importanti della scelta del cliente. Se l’hotel non è in grado di offrire servizi di qualità, perché non ce li ha o perché al cliente interessa solo dormire e niente di più, allora entra in competizione con una casa vacanze gestita da una brava nonnina. E spesso perde.
Lo spostamento di clienti e flussi di denaro dal mondo degli hotel a quello delle casse vacanze è il primo attore in questo film.
Il secondo è il fatto che, per aprire una casa vacanze, ci sono molti meno ostacoli di quelli che si incontrano per aprire un hotel. Anzi, se sei in possesso di una casa di proprietà, o addirittura in affitto, non hai praticamente nessun ostacolo, grazie alla tua connessione a internet. Per questo motivo il numero delle case vacanze cresce a dismisura in poco tempo, trasformando il piccolo ruscello dell’offerta turistica pre-airbnb nell’oceano Atlantico del Vacation Rental post-Airbnb. La maggiore offerta di soluzioni per soggiorni brevi ha portato ad un abbassamento dei prezzi e ad un aumento del numero dei turisti. Infatti, anche chi prima non poteva permettersi di prenotare un hotel a Roma, ora può prenotare un piccolo monolocale, ed accedere alle meraviglie della città eterna. A gonfiare questa marea si è aggiunto anche il fenomeno dei voli low-cost, che hanno reso viaggiare ancora più conveniente.
A questo punto, gli abitanti dei luoghi di villeggiatura hanno cominciato ad attingere a questa massa di risorse e di denaro che si riversava nelle loro città, nei loro paesi e nei loro borghi, migliorando la loro condizione economica e modificando la struttura dei luoghi. Dove c’era una panetteria, ad esempio, ora c’è un locale aperto 20 ore al giorno per servire cornetti a colazione, pizze a pranzo e cocktail dopo cena. Dove c’era un falegname, ora sorge un negozio di souvenir artigianali.
Facciamo il punto della nostra storia: gli hotel di medio e basso livello stanno perdendo clienti in favore delle case vacanze, e i centri storici stanno diventando sempre più affollati, moderni e cosmopoliti.
Il mondo è già cambiato, molti ne stanno beneficiando, altri non sono contenti. A questo punto entra in gioco un peso massimo: il legislatore vuole dire la sua.

E’ possibile fermare la trasformazione del turismo?
[…]

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Questo argomento è molto controverso! Tu, cosa ne pensi? Fammi sapere nei tuoi commenti!

Prossimo capitolo:

Pubblicato da Simone Trimarco

Simone Trimarco si occupa di case vacanze dal 2013. E' co-fondatore di Homy Host. Nel corso della sua carriera ha gestito oltre 70 immobili aprendo le porte (metaforicamente diciamo!) a oltre 10.000 ospiti. E' laureato in Music Performance presso l'università del Surrey.

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