2. Arredare la Tua Casa (Racconto Introduttivo)

Arredare la Tua Casa (Racconto Introduttivo)

La storia di Andrea parte 2
Per alcuni giorni le parole di Judith e Mark risuonarono nelle orecchie di Andrea. Rilesse quelle poche righe tante volte, tante che, alla fine, le sapeva praticamente a memoria.
Più ci pensava, più si convinceva che non c’era cattiveria o mala fede nella recensione che avevano lasciato i due ragazzi. In fondo, avevano usato anche parole di apprezzamento nei suoi confronti, non si erano lamentati indiscriminatamente di tutto. 
Forse, per quei due, il grande tavolo di legno scuro e il lampadario “giunglesco”, che incombeva sulla stanza, erano solo cimeli di un’altra epoca, ed erano fuori posto nella loro vacanza. Forse i ricordi, che, per il suo modo di vedere, infondevano energia agli oggetti di quella casa, non erano altro che fantasmi di un passato sconosciuto agli occhi dei due sposini americani.
Si convinse che, se la casa stava vivendo una nuova avventura, aveva bisogno dell’equipaggiamento giusto per affrontarla.
Così espose l’argomento durante una serata in pizzeria con i suoi amici. La sua migliore amica Paola fu entusiasta dell’idea di rinfrescare la vecchia casa. In pochi minuti aveva trascinato tutti in un tour virtuale dei più famosi negozi di mobili della città. Per quanto riguarda la camera da letto, aveva mostrato a tutti, sullo schermo del suo cellulare, un candido, elegantissimo e modernissimo set di mobili, in vendita con mega sconto sul sito di Mondo Convenienza. Era composto da guardaroba, letto contenitore, comodini e comò. Per la cucina aprì il sito di Ikea, e scatenò un dibattito su quale colore era migliore per il modello Knoxhult, unanimemente giudicata la migliore cucina per rapporto qualità prezzo, non solo sul sito di Ikea ma su tutta la rete. E, per le decorazioni, Satur era decisamente il top. L’unico punto di domanda era: quando sarebbero andati a fare shopping insieme?! A cena c’era anche Marco un vecchio amico di Andrea. Si conoscevano dai tempi delle elementari. Era rimasto nascosto dietro ai suoi spessi occhiali rotondi per tutta la serata.  Con la mano si accarezzava riflessivamente la folta barba brizzolata, e se ne stava in silenzio, inseguendo con gli occhi il fulcro della conversazione, che si spostava da un lato all’altro del tavolo sugli schermi degli smartphone.
Poi, quando l’eccitazione si placò, lasciò risuonare la sua voce profonda e graffiata:
« Andrea, la tua casa deve rispecchiare la tua personalità, non quella di un anonimo venditore di mobili all’ingrosso, fatti con lo stampino – scosse la testa e si lasciò cadere sullo schienale della sedia puntando l’indice verso Andrea – devi guardare dentro di te, devi riempire la tua casa di cose che parlino di te. »
Ci fu un attimo di silenzio. Marco era decisamente il più intelligente del gruppo, e come sempre aveva parlato saggiamente.
« In effetti – spezzò timidamente il silenzio Andrea – l’altro giorno giravo per annunci di mobili usati, e ho trovato un divano stile inglese che ci starebbe proprio bene, al posto di quello vecchio di nonna. »
« Eh sì! – intervenne Barbara – in cantina hai anche quella grande cabina telefonica rossa porta CD, quella che stava in cameretta tua quando abitavi dai tuoi, ci starebbe troppo bene! »
« E potrei fare una parete in mattoncini bordeaux, l’avrei voluta a casa mia ma non l’ho mai fatta. Sarebbe bello no? »
Più tardi, mentre tornava a casa, Andrea immaginava come sarebbe potuto essere il suo appartamento con l’aggiunta di quel tocco personale. Si sentiva molto eccitato. Lui adorava i Beatles, comprava tutti gli oggetti che trovava, basta che fossero decorati con la bandiera britannica, ed andava una volta all’anno in pellegrinaggio a Londra. Respirando quell’aria fredda, la mattina, appena uscito dal suo hotel, gli sembrava ogni volta di essersi svegliato in una delle canzoni della sua band preferita. Era anche stato a Liverpool e aveva mangiato Fish & Chips al Cavern Pub, mentre ascoltava, in estasi, una tribute band dei suoi idoli.
Avrebbe voluto racchiudere quell’atmosfera “Beatlesiana” all’interno delle pareti del suo Airbnb, e custodirla con cura per tutti i suoi ospiti.
Mentre faceva queste riflessioni però, sentì che stava deragliando dai binari della ragionevolezza. Si, Marco aveva detto che la casa lo doveva rispecchiare, ma a lui piaceva lo stile British, e la sua casa vacanza era meta di turisti che venivano in Italia. Non avrebbero preferito uno stile italiano piuttosto che inglese? […]

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E tu cosa ne pensi? Come hai arredato la tua casa vacanze? Quali sono i principi da seguire secondo la tua esperienza? Aspetto i tuoi commenti!

Prossimo capitolo:

Esiste l’arredamento giusto? (Consigli pratici)

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Pubblicato da Simone Trimarco

Simone Trimarco si occupa di case vacanze dal 2013. E' co-fondatore di Homy Host. Nel corso della sua carriera ha gestito oltre 70 immobili aprendo le porte (metaforicamente diciamo!) a oltre 10.000 ospiti. E' laureato in Music Performance presso l'università del Surrey.

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