1. Trovare la Tua Casa (Racconto introduttivo)

1. Trovare la Tua Casa (Racconto introduttivo)

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Racconto introduttivo
Il tuo viaggio nell’ospitalità può iniziare essenzialmente in due modi:

– Ti ritrovi una casa di proprietà che vuoi mettere a reddito, parzialmente o a tempo pieno
– Hai una somma da investire e vuoi comprare una casa da destinare a Airbnb/Appartamento Turistico

Caso 1:  ti ritrovi con una casa di proprietà. 
La storia di Andrea
Andrea aveva ricevuto una casa in eredità da sua nonna. Si ricordava ancora di quando giocava con i soldatini sul tappeto del soggiorno, che gli sembrava un intero continente. « Mi sembrava un salotto così grande – diceva tra sè e sè – eppure raggiunge per un pelo i 16 mq necessari per essere in regola con il regolamento comunale sulle case vacanze! Incredibile ».
Passò la mano sulla grande credenza di legno, e poi sul tavolo rotondo… gli sembrava di vedere ancora i nonni, gli zii e i genitori seduti sulle sedie imbottite di velluto verde, e di sentire le loro voci che esplodevano in sonore risate, sotto al lampadario di vetro di Murano, che sembrava un Taj Mahal di cristallo sospeso nell’aria.
Entrando in cucina inspirò profondamente: credette di sentire l’odore dei supplì che friggevano nell’olio, come se la nonna fosse ancora lì a preparare le sue delizie.
Quella casa era una bolla rimasta indenne dal tempo, indenne dai mobili di truciolato di Ikea e Mondo Convenienza, indenne dai quadri stampati comprati a poco su Amazon, e dai pavimenti in laminato di plastica. Lì tutto era autentico, immutabile, carico di storia.
Suonò il citofono e Andrea andò ad aprire. Judith e il suo ragazzo Mark salirono incerti lungo le scale del palazzo, facendo scorrere gli occhi stralunati sulle crepe della vernice ocra alle pareti. Da una porta del primo piano li investì un odore di cucinato che gli sembrò appiccicarglisi addosso.
Mark guardava Judith e si chiedeva: « Oh mio Dio, avrò fatto la scelta giusta? Le piacerà la casa? O mi odierà? »
Fecero un’altra rampa di scale. Un uomo sorridente li aspettava sulla porta aperta di un appartamento al secondo piano.
Li fece entrare. Judith ispezionò con lo sguardo ogni centimetro dello striminzito ingresso. Rispetto alla loro casa in California era così buio e stretto… in quel salotto non c’era  neanche spazio per stendere un tappetino da yoga. Sembrava che il tavolo barocco con le gambe arricciate, il divano uscito da qualche film con Gregory Peck e il gigantesco comò con la TV avessero già combattuto per decenni una battaglia per prendersi tutta la piccola superficie disponibile, e si fossero arroccati in quella posizione di stallo, che non sarebbe certo stata lei a sbloccare.
Fece lo slalom tra i mobili con la sua valigia e si fermò, dubbiosa sul da farsi, nell’unico spazietto libero. Quella casa stava cercando di soffocarla con tutto il suo vecchiume. La insidiava da tutti i lati: il lampadario scendeva dal soffitto come una piovra di vetro, il pavimento, pieno di intricati disegni floreali, pareva avvinghiarsi alle sue caviglie, come fosse fatto di rovi animati da un qualche maleficio. Si sentì troppo esausta per il viaggio per affrontare quella battaglia. Ma come poteva Mark aver scelto quella bettola per loro due? Voleva farsi lasciare? E dire che avevano trovato e arredato insieme il loro nido d’amore sulla spiaggia con tanta sintonia… avevano speso pochissimo comprando tutto su Amazon, ed avevano la casa dei loro sogni. Mark doveva essere impazzito. Fece un respiro profondo. Si disse che sarebbe stata prigioniera di quella catapecchia solo per tre notti, e rivolse la sua attenzione verso il suo carceriere, quel tipo che ora parlava a gesti con Mark ostentando felicità, evidentemente entusiasta per avergli rifilato quella fregatura. Non si era degnato neanche di comprare qualche quadro vivace da attaccare alle pareti. Vabbè, d’altro canto era solo colpa sua. Non avrebbe dovuto affidare a Mark la scelta dell’Airbnb.
Cinque giorni dopo Andrea era seduto a pranzo con la sua famiglia. Parlavano della loro casa vacanze e degli ospiti che avevano avuto finora: tre coppie, una americana e due francesi. Tutto andava a gonfie vele!
In quel momento sentì vibrare il cellulare. Guardò lo schermo e sentì un sussulto nel petto: “Hai ricevuto la tua prima recensione!”

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Ho visto tanti proprietari di casa vivere un’esperienza come quella di Andrea. Anche tu hai vissuto una situazione simile a quella descritta nel racconto?

Aspetto il tuo commento! 🙂

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Quando cerchi casa devi trovare un compromesso

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Pubblicato da Simone Trimarco

Simone Trimarco si occupa di case vacanze dal 2013. E' co-fondatore di Homy Host. Nel corso della sua carriera ha gestito oltre 70 immobili aprendo le porte (metaforicamente diciamo!) a oltre 10.000 ospiti. E' laureato in Music Performance presso l'università del Surrey.

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